L’anti austerity trionfa a Londra. Risate. Tsipras? E chi lo conosce?
22 AGO 20

Al direttore - Caro Cerasa, lei non era ancora nato quando nel 1980 il Labour Party elesse Michael Foot esponente della sinistra di 67 anni e legato ai sindacati a capo del partito. Come vede la storia si ripete pressoché identica. Tre anni dopo Foot fu sostituito dopo aver portato il Partito laburista nel 1983 alla sua peggiore sconfitta dal 1918. Mi sembra fin troppo facile fare previsioni su come andrà a finire Corbyn oggi tanto celebrato da una certa sinistra “tafazziana”.
Giovanni Cristaldi
Giovanni Cristaldi
Piccolo avviso a quelli che dicono che in Inghilterra ha fatto finalmente breccia il fronte dell’anti austerità: David Cameron, dio moderno dell’austerità, le elezioni, in Inghilterra, le ha vinte appena quattro – quattro! – mesi fa.
Al direttore - Però, sono stati bravi a rimandare la scadenza dello yogurt. Secondo etichetta era scaduto al momento del crollo del Muro. Hanno rinnovato la scadenza usando i poteri accumulati negli anni d’oro: enti, parastato, scuola, università, cooperative, comuni, province, regioni, interessi commerciali, sindacati, appoggi editoriali e mediatici, magistratura opportunamente infiltrata a suo tempo e da tempo e sfruttato cinicamente refusi ideologici ed identitari, connaturati al lemma “sinistra”. Sono stati aiutati pure dal metodo consociativo in piedi da decenni e dall’inerzia politica e gaffe comportamentali dei competitori, anche loro impastoiati e condizionati e dipendenti dalle “regole”, istituzionali incluse, del sistema che finivano per metterli gli uni contro gli altri. Questi i supporti dei rinnovi scadenza. Vogliono prorogarla ancora utilizzando gli stessi supporti. Bene, se le opposizioni, badate bene, al governo, non al sistema, avessero un minimo di visione politica oltre il loro patetico, inutile “carpe diem”, la votazione al Senato sull’art. 2, sarebbe l’occasione da cogliere per rendere impossibile procrastinare la scadenza dello yogurt. Bah, sogno o son desto?
Moreno Lupi
Moreno Lupi
Straordinario come i nuovi compagni dell’internazionale degli yogurt, i nuovi amici di Corbyn, fischiettino allegramente pensando alle elezioni greche di domenica prossima. Una roba alla Lino Banfi: Tsipras, e chi cazz’ lo conosce?
Al direttore - Mentre Landini Maurizio, capo dei metalmeccanici della Cgil, ripresentava la sua associazione politica al teatro Ambra Jovinelli di Roma (teatro nato nel 1909 per il varietà e la rappresentazione comica, come recita una vecchia locandina), e dalle parti di viale dell’Astronomia, sede di Confindustria, continuava quel russare pallido e assorto, a Detriot il sindacato dei lavoratori dell’auto (Uaw) sceglieva la Fca di Sergio Marchionne quale “punto di riferimento per il rinnovo del contratto” dei lavoratori del settore. Ogni commento mi pare superfluo.
Valerio Gironi
Valerio Gironi
Al direttore - Nell’articolo “Il Papa e la pastorale low cost” (mercoledì 9 settembre) l’Elefantino scrive: “Il problema è che il cristianesimo che ne risulta (dall’elezione di Bergoglio, ndr) è privo di conseguenze, seduce con la misericordia il mondo estraneo all’idea regolativa di una giustizia divina. Si perdono ammennicoli letteralistici e canonistici, si rinnova la spinta spirituale, ma il sale della terra rischia alla fine di risultare insipido. La salvezza della chiesa (sic), forse. Quella delle anime, lo si spera. La rovina della cultura di una contraddizione etica e del cristianesimo come ossatura della civiltà occidentale, con una chiesa (sic) capace di disciplinarsi e di disciplinare, proteggendo laici e cattolici dai lupi del postmodernismo, questo mi sembra sempre più probabile, buone intenzioni e fini santi a parte”. Più sopra scriveva: “Francesco ha sempre la ragionevolezza dalla sua, non rinnega, non altera, anzi è teologicamente un conservatore, dicono i preti del dissenso oltranzista radunati in un fascicoletto di MicroMega”.
Che Bergoglio sia “teologicamente un conservatore” mi era sfuggito, ma evidentemente ero distratto. Diciamo allora che egli può essere considerato senza tema di smentite il degno successore di san Gregorio VII, di Bonifacio VIII (“Unam sanctam”), di s. Pio V, di Pio IX (“Syllabus”) e di san Pio X (“Pascendi”). Che differenza c’è infatti tra la sua dottrina e la loro? Nessuna, a parte qualche “ammennicolo letteralistico e canonistico” come la natura della chiesa, la natura di Cristo, la realtà della Resurrezione, i rapporti tra chiesa e stato, la necessità della fede in Cristo per salvarsi, la natura della Messa e dei sacramenti, il giudizio sui peccati e qualche altra quisquilia, bazzecola o pinzillacchera?
Grazie all’Elefantino per averci ancora una volta illuminati.
Franco Damiani
Che Bergoglio sia “teologicamente un conservatore” mi era sfuggito, ma evidentemente ero distratto. Diciamo allora che egli può essere considerato senza tema di smentite il degno successore di san Gregorio VII, di Bonifacio VIII (“Unam sanctam”), di s. Pio V, di Pio IX (“Syllabus”) e di san Pio X (“Pascendi”). Che differenza c’è infatti tra la sua dottrina e la loro? Nessuna, a parte qualche “ammennicolo letteralistico e canonistico” come la natura della chiesa, la natura di Cristo, la realtà della Resurrezione, i rapporti tra chiesa e stato, la necessità della fede in Cristo per salvarsi, la natura della Messa e dei sacramenti, il giudizio sui peccati e qualche altra quisquilia, bazzecola o pinzillacchera?
Grazie all’Elefantino per averci ancora una volta illuminati.
Franco Damiani